Il Cerchio – Dave Eggers 29 Settembre 2017 – Posted in: Distopici

Il Cerchio – Dave Eggers

IL CERCHIO

Dave Eggers

Mondadori

“Sottomettiti alla nostra volontà! Diventa nostro amico!”

“1984” è oggi. No, chi scrive non è rimasto indietro di oltre 30 anni e questo articolo non vi parlerà di Born in the USA di Bruce Spingsteen o del videogioco Tetris o di altri avvenimenti che il mondo conobbe in quella data così lontana. Il Grande Fratello, ricordate? Col suo capolavoro, “1984”, appunto, Orwell ci raccontò forse la più spietata rappresentazione di un regime totalitarista. Molti anni dopo (“1984” fu scritto nel 1949) Dave Eggers propone un romanzo (distopico, stavo per dire distopico? Ma sì, in fondo lo è) di un’attualità sconfortante che poco ha da invidiare al capolavoro di Orwell: Il Cerchio.

Il Cerchio è la più grande azienda al mondo nella gestione di dati informatici, tanto grande da dare lavoro a molte migliaia di persone, i circlers, e detenere il controllo del 90% del mercato. All’interno del proprio enorme plesso, il Cerchio offre qualsiasi tipo di benefit gratuiti ai suoi dipendenti, dalla camera arredata per non dover mai lasciare il posto di lavoro ai magazzini sempre forniti degli ultimi giocattoli tecnologici, dal supermercato stipato di ogni genere alimentare e di capi di abbigliamento delle più importanti firme ai centri benessere con sauna e piscina, dagli spettacoli degli artisti più in voga alle mense gestite dagli chef del momento, e investe i propri profitti in ambito tecnologico, scientifico, medico, culturale, sociale… In cambio chiede solo una cosa: trasparenza. Il paradiso? Sembra. Almeno all’inizio. Perché nel Cerchio, azienda giovane e in continua espansione, proiettata nel futuro grazie alle intuizioni di menti geniali, le possibilià di carriera sono illimitate. Ne sa qualcosa Mae, che nel Cerchio comincia dal gradino più basso per risalire presto la scala gerarchica. E il film comincia. Sì, il film. Perché il Cerchio non vuole che tu viva. Vuole che tu reciti. Reciti per mostrare agli “altri” la tua vita, come in un reality show, poco importa che gli “altri” siano migliaia, milioni di sconosciuti. L’importante è essere visti, riconosciuti per strada, salutati, considerati amici. L’importante è ricervere e assegnare “smile”, essere visibili, utili al prossimo, sentirsi vivi. Ad un certo punto della sua scalata, Mae accetta di trasmettere la sua vita in diretta e allo stesso modo milioni di altre persone nel mondo, in nome della tanto decantata trasparenza, seguono il suo esempio. Il Cerchio sostiene questa filosofia, la trasparenza, fin dalla sua prima, importante, intuizione, TruYou, un account che distrugge qualsiasi tipo di anonimità e che unisce tutto, dal conto in banca ai social network, perché “se non sei trasparente, cos’hai da nascondere?” Perseguendo l’ideale di costruire un mondo perfetto, senza più crimini o semplici bugie, il Cerchio alza il sipario sul quotidiano, in ogni suo aspetto. Il privato è a disposizione di tutti, sempre, comunque. Milioni di persone potrebbero osservarti, proprio adesso. E se milioni di persone ti osservano commetteresti un reato? Mentiresti a tua moglie?

E’ l’inizio. Come un mostro senza forma, il Cerchio comincerà ad inglobare qualsiasi aspetto sociale, le relazioni interpersonali, il lavoro, la scuola, persino il passato, per rigurgitare tutto in un delirio di conoscenza nuovo e inesplorato.

Dietro la maschera ideologia del miglioramento, della sicurezza pubblica, della democrazia, in nome di un utopistico mondo puro e migliore, senza più bugie, sotterfugi, veli che nascondono,

il Cerchio supera presto limiti che non avrebbe dovuto superare, si insinua nelle pieghe del quotidiano, corrode, si candida senza neanche nascondersi troppo ma col placido e inebetito benestare generale a gettare le basi per un nuovo e totalitarista ordine mondiale.

E’ un lento, inesorabile declino, ma Mae pare non accorgersi di niente. Anzi, la mania dell’essere connesso, di avere sempre tutto sotto controllo tramite dispositivi, siano essi cellulari, tablet o braccialetti pieni di applicazioni che calcolano dal battito cardiaco ai passi che hai fatto oggi, si impadronisce di lei, la divora, la consuma. A niente valgono gli appelli di pochi parenti e amici ancora insensibili alla dilagante febbre tecnologica, Mae cade nella bocca famelica del Cerchio e, senza accorgersene, viene digerita.

Una misteriosa figura che si aggira nel plesso come una spia, tenterà di metterla in guardia sulla corsa verso il precipizio che l’umanità ha appena intrapreso e sul vero obiettivo dell’azienda in cui lavorano: il completamento del Cerchio, l’ultima e definitiva forma di conoscenza sociale.

Il totalitarismo di “1984” riproposto in un libro che non è un thriller ma che mette i brividi lo stesso per la scaltra visione del mondo dei social network, dei reality show, del protagonismo a tutti i costi.

Consigliato? Assolutamente sì, anche solo per lo splendido finale.

Recensione di David